social, web marketing

Social media: esserci, ma come sceglierli?

Oggi stare online vuol dire avere dei canali social, vivere sui social e comunicare sui social.

  • Nel 2019 circa la metà della popolazione mondiale (3,8 miliardi di persone) ha utilizzato regolarmente i social media. 
  • 4,54 miliardi sono state le persone connesse ad internet (con un incremento YoY del 9%, 
  • Di questi quasi 300 milioni di utenti sono quelli che hanno avuto accesso ad internet per la prima volta nel corso del 2019.

Digital atpund the world gennaio 2020


A sostenere questo dilagare dei social i dati dell’indagine annuale “Il Report Digital 2020” che ci dicono che sul podio dei canali più utilizzati nel 2019 ci sono i “soliti noti”: FacebookYouTube e WhatsApp

le piattaforme social più utilizzate al mondo genn 2020


Due però le novità compaiono nella classifica. 

La prima è la crescita dell’utenza di Pinterst (+12%) che per un social così “anziano” e di “nicchia” è un salto rilevante. 

L’altro dato importante è la crescita significativa nell’utilizzo di TikTok (800 milioni di utenti attivi al mese, di cui “solo” 300 milioni fuori dalla Cina). Questo nuovo strumento sta prendendo più piede del previsto e sta spaventando il gruppo di Mark. Qui non troviamo più solo i giovanissimi, ma le recenti indagini dicono che anche l’età anagrafica si sta alzando. Inoltre con l’inizio dell’anno anche molte aziende si stanno approcciando al nuovo canale. Alcune sono uscite a centrare appieno il modo, tono e contenuto (@gucci/ @chefbarbieri  @lacucinaitaliana @nike… ) con cui comunicare, altre ancora si muovono a tentoni. 

Vero è che è sempre più difficile capire l’importanza di un mezzo, sopratutto quando lo riteniamo lontano da noi e sopratutto è spesso lontano da chi progetta strategie e prende decisioni. TikTok è un social dove troviamo giovanissimi e chi lavora come SMM ha almeno 15 anni di più di chi fa balletti #challenge. 

Ancora qualche dato rilevante: ad oggi si stima che ogni utente abbia aperto un profilo su almeno 8 piattaforme social.
8 piattaforme social! 

Questo vuol dire che ognuno è presente su otto canali che dialogano in modo differente. 

Questo però non vuol dire che le aziende, i brand, grandi o piccoli, i liberi professionisti, insomma chi ha bisogno di raggiungere il proprio target, deve aprire otto canali. 

Spesso e volentieri ( qui parlo che per esperienza personale) si aprono e chiudono canali in continuazione. Spesso si aprono per provarli, perché vanno di moda e a non farlo ci si sentirebbe tagliati fuori… ma cosa succede poco dopo? 

Questi canali vengono abbandonati, vengono lasciati lì, vuoti e inattivi. 

che social scegliere


Come muoversi per scegliersi il social corretto?

Cosa succede oggi quando un’attività si appoggia ad un’agenzia o ad un SMM poco esperto o furbetto? 

La prima cosa che ti chiedono è: “su quale social sei presente?”. 

Poi ti suggeriscono di aprire altri canali su cui non sei presente. 

Ti preparano una bella strategia composta da un piano editoriale che coinvolge tutti i canali aperti con 1 o 2 post a settimana. Niente real marketing, niente stories e niente video. 

Dove vai con 1 o 2 post alla settimana? 

Chi pensi di raggiungere? 

Quanto pensi di essere presente?

Nella realtà per iniziare bisogna capire che la prima cosa da fare è preparare una digital strategy. La digital strategy è una strategia di marketing e comunicazione volta a raggiungere gli obiettivi del brand utilizzando i canali digitali. Tra questi canali digitali troviamo i social. 

Bisogna pensare quindi alla strategia di SMM come ad un tassello di un meccanismo più ampio, quindi deve essere coordinata e deve essere supportata e allo stesso tempo supportare gli altri strumenti. 

Non è un elemento a sé stante, ma lavora insieme, è uno strato della torta, non una fetta della torta. 

Da che parte iniziare? 

Quando si vuole comunicare bene, e questo vale non solo per i canali social ma per tutti i tipi di comunicazione, bisogna puntare sulla qualità, non sulla quantità. E qui quando parlo di quantità mi riferisco non al numero di post, ma al numero di canali utilizzati, quindi bisogna scegliere quello più adatto alle proprie necessità. 

Ogni Social media ha delle regole, degli algoritmi e un bacino di utenza specifico. 

Quindi la prima cosa da fare realmente è porsi delle domande, per definire la strategia e i canali giusti. 

Prova a farti qualche domanda. 

Quali domande? 

  • Quali sono i tuoi obiettivi? Perché devo comunicare? 
  • Chi? Qual è il mio target?
  • Cosa? Che contenuti voglio divulgare? 
  • Dove? Quali mercati? 
  • Quando? Qual è il mio piano?
  • Come? Quali risorse scelgo?


Queste domande servono per creare la strategia che ti condurrà a raggiungere il tuo obiettivo. Servono per capire il vero valore e il vero perché di quello che fai, lo scopo del brand e sopratutto ti aiutano a capire dove andrai nel tuo più recente futuro. 

Da qui inizi a definire la strada che percorrerai, e ad ogni domanda incontrerai un bivio e ogni risposta ti indicherà la direzione più corretta.

Una delle variabili più significative è l’obiettivo, che ti suggerirà anche quale canale sarà migliore per raggiungere il nostro scopo. 

Devi vendere? Devi creare awareness? Devi ingaggiare il tuo target? Devi creare una community?

Dare valore o presentare dei servizi?
Fare costume service?
Generare contatti?
Divulgare informazioni relative al lavoro?
… 

Ogni obiettivo avrà delle mete intermedie da raggiungere e delle aspettative da soddisfare.


Devi considerare anche queste, devi sempre considerare quali strumenti ti aiutano a raggiungerli.

A questo punto descrivi il tuo target, crea degli identikit, così sarà come avere sempre un referente con cui comunicare. Stila un elenco di informazioni demografiche età, sesso, dove vivono e cosa fanno. Cerca di scendere nel dettaglio e aggiungi delle informazioni psicografiche, definisci i loro comportamenti, gli interessi, le ragioni d’acquisto e le necessità.
Quando scriverai un post o girerai una story, parlerai sempre con Sara, o con Mauro… i tuoi interlocutori ideali (personas). 

Non dimenticare di studiare i competitor, non per copiarli, ma per capire come si muovono. Non è detto che lo facciano nel modo corretto, come non è detto che quello che fanno loro sia la best practice. Solo studiando quello che fanno gli altri potrai capire qual è la strada giusta. Non copiare ma lasciati ispirare. 

Ricordati che ogni canale, sia proprietario che no, deve avere un’immagine riconoscibile e che porta direttamente al tuo brand. Questa si chiama immagine coordinata. 

Per quello che riguarda i social è composta da 3 diversi elementi: 

  1. Immagine di profilo / avatar 
  2. Cover 
  3. Bio / descrizione


Oltre all’immagine bisogna curare un altro elemento che riguarda l’aspetto di presenza coerente con il brand: il tono di voce. Devi già sapere quando ti esponiamo al pubblico non solo quindi che aspetto ha il brand, ma anche come parla, e sopratutto che carattere ha. Questo ovviamente dipende anche dal settore in cui opera e a chi si rivolge. 

La voce rappresenta la personalità e i valori dell’azienda: è coerente sempre, a prescindere dal canale e dallo strumento utilizzato, ma può variare a seconda del contesto (….); permette al brand di entrare in contatto col suo pubblico e di fa sentire le persone “a casa”. ( fonte: p.33. cap 2. Testi che parlano. Il tono di voce nei testi aziendali.- Valentina Flacinelli. 


Una volta definiti tutti gli aspetti e sentimenti che deve avere e sopratutto mostrare ed esprimere il brand, sarai pronto a definire la content strategy, la parte cioè di definizione dei contenuti. Dovranno intrecciarsi diverse tipologie di contenuto: 

  • contenuti prodotto e riguardanti il brand. Ricordati che avere una comunicazione solamente autoreferenziale è dannosa. 
  • la condivisione di contenuti di altri legati però alla ideologia e ai valori del brand. Questi dovranno sempre essere contenuti coerenti. 
  • ricondivisione dei contenuti che riguardano l’azienda prodotti dai clienti o comunque dai follower o dalla fanbase. Questo li farà sentire coinvolti e importanti e aumenterà così l’awareness. 


Tutte queste informazioni assieme ci aiuteranno nella creazione di contenuti. Intrecciando tutti i dati saprai quali immagini scegliere, che copy scrivere e dove veicolarli. 

A questo punto sei in grado di creare il tuo piano editoriale. 

Ricordati una volta finito questo lavoro di analisi e strategia, inizia il vero duro lavoro. Pubblicare, commentare, essere presenti, interagire e coccolare il tuo pubblico. Pubblica, “socializza”, poi leggi i numeri e ricomincia tutto dall’inizio. 

Fonte: *Il Report Digital 2020  hootsuiite e we are social