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Perché devo avere un sito internet?
Davvero è fondamentale per tutti i tipi di business?
Non mi basta aver aperto mille canali social?

Queste e mille altre domande affollano la mente di chi ha appena aperto un’attività. Di chi si guarda intorno per capire quale sia la strada comunicativa più corretta.

C’è stato un momento, appena dopo la nascita di Facebook, in cui girava voce che i siti internet fossero diventati obsoleti. Si diceva il blog è morto. Ricordi?
Ora, per fortuna, siamo usciti da quel periodo buio dove la novità dei social ci aveva tappato gli occhi. Ora siamo tornati a vedere e il sito è tornato a riaquisire il suo giusto potere.

La prima cosa che devi avere ben chiara è che i canali social sono in continua evoluzione, oggi ci sono, domani non li utilizziamo più. Già non li utilizziamo più tutti e dopodomani saremo su una nuova piattaforma.

L’unico luogo che possiamo considerare sicuro è il sito internet.

Una volta aperto richiede una giusta dose di manutenzione, ovviamnte dipende dal tipo di sito internet… e-commerce, vetrina, magazine…

Dicamo però che il grosso va fatto ancor prima di metterci le mani.

Saltiamo i tecnicismi e la parte in cui utilizzo parole ai più sconosciute, come server, host, dominio o CMS… Qui voglio dirti a cosa devi aver pensato prima di coinvolgere chi ti costruirà il sito.

In questo momento è poco importante il budget che hai da investire, è ovvio i risultati più d’effetto si ottengono con tanti soldi. Ma sappi che moltissimi siti realizzati con WordPress sono stupendi, e soprattutto fanno il loro dovere senza aver dietro spese stellari.

Avere un sito non è obbligatorio, non te lo dice il medico né lo trovi nella top ten delle cose da fare quando apri un’attività.
Devi avere una lista di priorità, e il sito può esserlo oppure no.

Spesso quando si avvia un’attività non si ha molto budget da investire. Quindi si punta su un sito semplice e che soddisfi i requisiti minimi, ma non per questo non deve essere adeguatamente progettato. Quindi se lo vuoi fare fallo bene e inizia con le idee chiare.

progetta il tuo sito come fosse casa | Silvia Tugnoli

Ora partiamo da principio.

Prova a immaginare il tuo sito come fosse casa tua, anzi non devi immaginarlo il tuo sito internet è casa tua.

Quindi devi iniziare a pensare a come vorresti arredarla.
Quando hai iniziato ad arredare casa tua avevi una vaga idea di quello che doveva essere il risultato, no?
Compravi riviste, facevi le orecchie alle pagine per segnare quello che ti piaceva. Guardavi le vetrine dei negozi e ti immaginavi quella poltrona nel tuo salotto. Creavi moodboard su pinterest dove raccoglievi oggetti e ispirazioni. Bene ora è giunto il momento di riaprire Pinterest!
E per il tuo sito internet è la stessa cosa. Quindi come prima cosa devi avere un’idea di quello che vorresti metterci all’interno. Devi navigare e guardare quello che fanno i tuoi colleghi o competitor, certo non per copiare ma per lasciarti ispirare. Devi segnarti quello che ti piace nei siti che navighi, anche se stai esplorando un sito di saponi e tu proponi servizi di marketing.

Questa è la prima parte. Più avrai le idee chiare più semplice sarà raggiungere il risultato.

Se non hai un’idea chiara di quello che vuoi il rischio maggiore è quello di perdere tempo e denaro. Ma il rischio più grande è quello di avere un luogo che non ti rappresenta e che non raggiunge né il tuo, né il suo obiettivo.

Pensa sempre che il sito deve rispecchiarti, deve raccontare chi sei, è il tuo primo contatto con il cliente, è il tuo biglietto da visita.

Quante volte ti è capitato di entrare in un sito e scappare subito da lì?
O non trovavi subito quello che stavi cercando o non funzionava nel modo corretto o non riuscivi a navigarlo perché stavi usando il cellulare…

Quindi come vedi per la buona creazione di un sito devono convivere sia aspetti tecnici, sia aspetti più di concetto e di emotività.

In questo primo articolo ci soffermeremo sulle domande che dovrai porti per partire col piede giusto.

 

  • Devi sapere perché lo fai. Quindi qual è il tuo obiettivo, cosa stai offrendo e perché.
  • Devi sapere quale sarà la sua funzione. Quindi l’obiettivo del sito
  • Devi avere un’idea del tuo target per poterti approcciare a lui nel modo più corretto.
  • Devi sapere perché il tuo target dovrebbe venire nel tuo sito, quindi cosa vuole trovare. Il sito è per chi naviga non per chi lo costruisce.
  • Immaginati il percorso dell’utente per raggiungere il suo obiettivo, deve essere sempre il più breve e il più semplice possibile.
  • Riprendi in mano la tua analisi del brand e segnati tutte le cose da rispettare: tov e brand identity, colori, font… quello che stai creando deve rispecchiare appieno i tuoi valori.
  • Fai promesse che puoi mantenere. Il tuo sito, come detto sopra, dovrà avere uno scopo, quando lo progetti cerca sempre di averlo a mente, perché perdersi tra pagine di un sito e link è un attimo!
  • Crealo prima con carta e penna. Anche se ormai sembrano strumenti antichi ragionare con carta e penna aiuta a trovare il focus e ti fa vedere più chiaramente dove sono gli errori. Anche quelli di progettazione!

Mi piace pensare che il sito internet sia quel luogo in cui si accorciano le distanze materiali e dove si perda la freddezza del digitale.

Immagina come sarebbe se una persona navigando nel tuo sito potesse magicamente entrare nel tuo negozio, o sedersi accanto a te alla scrivania a parlare del progetto su cui state lavorando. Insomma quando pensi al tuo sito fallo come se stessi progettando quel luogo dove incontrare chi ti sta cercando.

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Ma cosa serve questo benedetto piano editoriale? e cos’è? Perché è così importante per la tua comunicazione? 

schema su quando usare piano editoriale

Il piano editoriale è quel documento che ti permette di stilare temi, tempistiche e canali da utilizzare per la tua strategia di comunicazione.

Serve per creare la storia da distribuire attraverso i diversi canali selezionati per raggiungere il tuo target.

Non esiste la ricetta perfetta che vale per tutti, mia ogni attività, ogni obiettivo genera un piano editoriale differente. * In questo articolo traccerò quelle che sono le basi su cui lavorare. Non entro nello specifico di un canale o di un altro, ma in linea di massima, ragiono sul piano editoriale inteso come luogo dove si raccolgono i temi che saranno affrontati nei contenuti che verranno veicolati nei canali da noi scelti (sito, newsletter, social… podcast… etc).

Quindi come sempre quando parliamo di marketing e di strategia dobbiamo partire dall’analisi…
Arrivati a questo punto, se hai letto gli altri miei articoli o ascoltato il podcast, saprai bene che è il primo punto di partenza. Se non conosci il tuo brand, il suo ecosistema e il suo settore non hai molta possibilità di farti conoscere nel modo giusto. Quindi: 


 

  • analizza anche chi sei, che attività fai, i tuoi punti di forza e quelli di debolezza, così capire su cosa devi concentrarti; 
  • allo stesso modo analizza anche ciò che ti circonda, che ostacoli puoi incontrare e quali invece possono essere opportunità; 
    perché stai comunicando, quindi devi individuare il tuo obiettivo; 
  • a chi stai comunicando, quindi individua come sempre il tuo target e i tuoi competitor. 

Fatto questo avrai in mano nero su bianco in cosa consiste la tua attività e il tuo target di riferimento. Sapere cosa cerca il tuo target e cosa gli interessa ti consentirà di fare leva su questi temi per tenertelo stretto! 

Cosa non può mancare nello sviluppo di un piano editoriale? 

 

  • Il messaggio. Il filo conduttore. Cosa stai raccontando? Cosa stai dicendo? Qual è la verità che vuoi condividere?
  • Che obiettivo specifico  abbiamo per questa comunicazione? Aumentare la awareness? Vendere qualcosa? Convincere il nostro target a compiere un azione? Attenzione, non è l’obiettivo del brand, ma quello del piano di comunicazione che stiamo costruendo. Da qui puoi capire come e dove parlare di te stesso. 
  • Sai con chi stai parlando? Ovviamente avendo già individuato l’obiettivo della campagna e la storia da raccontare diventerà più chiaro anche il pubblico di riferimento le tue personas, per questo specifico piano editoriale. Il target lo rintracci andando a cercare dove si parla del tuo stesso argomento (online e offline), lo andrai a cercare all’interno di community specifiche, navigando per siti di competitor e guardando a casa tua, leggendo i siti di analytics che ti racconta da dove vengono i tuoi visitatori.
  • individua i temi e le keywords utili per la tua comunicazione. La SEO svolge un ruolo chiave sopratutto sull’online, quindi appoggiati a tool (Seozoom, Semrush, Google trend o Google keywords) … )che ti aiutino ad individuare parole chiave e correlate, che ti indichino la portata di alcune conversazioni per capire che temi è meglio affrontare o come è meglio affrontarli.
  • Tone of voice individua il tuo stile comunicativo. Ricordati che il tuo messaggio verrà comunicato su canali diversi e con sembianze diverse. In alcuni messaggi avrai più spazio per parlare e raccontare come in un blog post, in altri luoghi invece avrai poche parole per poter esprimere lo stesso concetto. Quindi il vero tratto distintivo e la vera efficacia del messaggio verrà dal tov.
  • Canali: a questo punto bisogna capire quali canali presidiare. Social, sito, podcast, newsletter, magazine, adv… Questa operazione viene abbastanza in automatico, perché target diversi popolano locali differenti, e sopratutto a seconda dell’obiettivo dovrai attivare strategie differenti. intrecciando però questi dati capirai dove è meglio stare.
  • Facendo ancora un passettino in avanti ora completa il piano editoriale individuando quindi quali contenuti spingere nelle determinate piattaforme. Ricordati anche qui che la forza sta anche nel riuso dei contenuti: spesso parte o anche lo stesso contenuto può trovare spazio su più canali, l’importante è adattarlo alla nuova piattaforma ospite e non fare cross posting!
  • Infine dedica anche uno spazio ad indicare quali temi o argomenti dovranno essere sponsorizzati.
  • Non meno importante: fissa degli obiettivi, ricordati che siano S.M.A.R.T., così da poter monitorare il nostro lavoro. Ad esempio potrai voler raggiungere un determinato numero di visitatori, o vorrai aumentare l’engagement sui social, o ancora voi che i tuoi follower scarichino delle guide….

Se si tratta di un piano editoriale per la comunicazione aziendale, di brand o tua personale cerca di individuare delle rubriche, degli elementi e degli appuntamenti che possano fidelizzare il target. In questo modo sarà più facile anche per te preparare per tempo i contenuti.

Esisteranno dei contenuti fissi, ama anche dei contenuti estemporanei. Oggi l’utilizzo dei social ci costringe molto ad un real time marketing soprattutto quando ci sono trend sociali importanti.

Se pensi ad un piano editoriale per una campagna pubblicitaria multisoggetto parte del lavoro sarà analogo ricordati che la maggiore differenza la farà come viene veicolato il messaggio. Tra carta e digital, esistono importanti differenze di costruzione. Ad esempio in una pagina pubblicitaria su un magazine o cartellone il testo vive di un rapporto simbiotico e di esistenza profondamente legato all’immagine. Quel testo, quella headline non potrà vivere da sola, quindi non potrai replicarla senza la sua foto. Sui social probabilmente potrà funzionare, ma se comunichi lo stesso messaggio in un blog post o in una email dovrai ricostruire il racconto e approfondirlo.

Scarica la mappa da usare come traccia per creare il tuo piano editoriale!

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